Su John Doe si possono dire, si sono dette e si dicono un sacco di cose. Tutte più o meno vere. È roba da cialtroni, è roba raffinata. Ha spostato un po' più in là il confine che divide i bonelliani dai bonellidi.
È postmoderno. Ha rotto il cazzo. È un capolavoro.
Tutte queste cose sono vere. Ogni numero di JD, dal primo, è una variazione sul tema. In 99 numeri ha affrontato tantissimi aspetti, è una serie densa. Per questo motivo tutto quello che si può dire è vero.
Quindi alla fine?
Alla fine tutto quello che rimane è l'onestà del prodotto.
È questo che vale in JD. Scava scava non resta altro che questo.
L'onestà di Roberto e Lorenzo anche quando hanno fatto i paraculi, perché le volte che sono stati più onesti lo sono stati talmente fino in fondo che per pareggiare il resto hanno ancora qualche credito a disposizione.
Anche i disegnatori sono stati onesti, nei loro limiti e nei limiti imposti da una produzione serrata (si tranquilli, mi ci sto mettendo anche io in mezzo, non sono stupido, la voglio anche io l'assoluzione!). Pensate solo che un albo Bonelli di 94 pagine, generalmente, lo finisci oggi e lo vedi pubblicato dopo un anno (se va bene), quindi con dei tempi di lavorazione molto lunghi. Su JD finivi l'albo di 94 pagine e due mesi dopo era in edicola (quando andava male un mese).
Da qualche parte ho scritto che la cosa che mi piace più di JD è il fatto che sia un fumetto senza rimpianti.
Questo vuol dire molto per me. Vuol dire che, nonostante tutto, le cose buone superano di gran lunga quelle brutte.
Quindi W JD

4 commenti:
E' stao bello. A tratti (cit.) :D
:)
per me john è stato un compagno di viaggio su questa autostrada senza piazzole di sosta che chiamano vita, e lo saluto a modo mio...
e un grazie va anche al tuo dono, che si chiama arte!
anche tu sei stato parte del lungo viaggio,
so thx hombre e complimenti!
V.
Grazie!
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