lunedì 31 maggio 2010

Batman-Deadman 02


Gli arroganti. I presuntuosi. Quelli che credono di essere gli unici a fare le cose per bene. Quelli che ti fanno i complimenti mentre gli leggi in faccia che: tanto il tuo lavoro non sarà mai buono come il mio. Quelli che non hanno rispetto del lavoro degli altri. Quelli che dandosi dello stupido in realtà stanno insultando te, il tuo lavoro e la tua intelligenza. Quelli che farebbero meglio a stare zitti. Tutte queste persone insomma, per favore, andatevene affanculo, che oggi è lunedì!

mercoledì 26 maggio 2010

Batman-Deadman 01






Deadman, che strano personaggio! Però intrigante altresì.

lunedì 24 maggio 2010

Rhino!



Omaggio ai cartoni di Spidey degli anni 60.
Homage to the classic Spider-man cartoons.

mercoledì 19 maggio 2010

"Io non lo farei..."

La volta scorsa per motivi contingenti Giacomo ed Emiliano sono stati spediti a compiere una missione "delicatissima", mentre noi dopo aver aggiunto Federico e il suo gnomo druido al gruppo, abbiamo continuato la missione principale (comunque, qui trovate la puntata precedente).  Quindi a questo punto, con il rientro (fisico) di Emiliano e Giacomo nel gioco, Riccardo si è trovato nella spiacevole situazione di gestire due gruppi in due luoghi diversi. Immaginatevi la maestra che cerca di tener dietro a una decina di bambini indemoniati in un asilo, ora prendete i dieci bambini e moltiplicateli per tre. Riccardo era in quella situazione lì, inutile dire che ci sono stati momenti in cui la tensione si era fatta quasi insopportabile, roba da gettar via i dadi! Ma andiamo con ordine. Mentre io, Fede, Giulio e Roberto, continuavamo ad addentrarci sempre più nel dungeon, Emiliano e Giacomo avrebbero dovuto fare una cosa semplicissima, tornare al villaggio di Homlett, parlare con il capo delle guardie e tornare indietro così da raggiungerci e aiutarci. Una roba semplice, cinque minuti. Dico solo che se avessimo mandato Paperino e Paperoga a caccia di un affarone, avrebbero avuto più possibilità di farne uno. Immaginatevi Totò e Peppino, vestiti da mezz'orco e da hafling in un villaggio simil medievale, con uno (Emiliano) completamente in balia dell'altro (Giacomo) che con un accento francese alla Clouseau, in pratica, vendeva fontane di Trevi a chiunque nel villaggio. È stato imbarazzante, anche quando ci siamo riuniti ha continuato ad essere imbarazzante. Comunque, alla fine, tralasciando un paio di cose quì e là, tipo un gallinaceo gigante che volevamo tutti fare fuori, ma che il  druido ha protetto con il suo corpo e la sua saggezza in modo strenuo (e dire che non aveva neanche capito di che cazzo di razza fosse quell'essere), abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare in quella grotta. Uno degli Spacca ha fatto anche qualcosa in più in realtà. Quindi ne siamo usciti baldanzosi e fieri e siamo ritornati ad Homlett portando in trionfo il trofeo di una testa di drago blu. Tra frizzi, lazzi e pubblico giubilo si è pensato: ormai è andata, la chiudiamo qui e continuiamo la prossima volta. Tanto che Giacomo ha preso e se n'è andato a dormire. Ma sul serio. Nel senso che ci ha proprio salutato e se n'è andato (Ah! Giacomo. Niente punti esp per te, non hai fatto un cazzo, lo ha deciso Roberto). Noi si pensava di afre più o meno lo stesso. Un certo lassismo già serpeggiava tra le fila del gruppo, quando le cose sono precipitate. Nella locanda del villaggio Roberto ciocca un tizio e lo segue. Noi (io, Fede e Emi) ciocchiamo Roberto che ha cioccato il tizio e lo seguiamo a nostra volta. Nel frattempo Giulio, perennemente arrapato, ciocca invece una tizia che, dopo un discreto alterco, lascia la locanda, ma Giulio non demorde e la segue fottendosene del resto, d'altronde è mezz'orco!

Giusto per farvi capire quanto stavano a ferro i due mezz'orchi. La tizia, NON era così gnocca nel gioco.

Per fortuna la longa mano del Master ci ha messo una pezza e alla fine vuoi o non vuoi ci siamo ritrovati tutti nello stesso punto in una situazione di stallo. Un mexican stand-off (al cospetto di un mulino ad acqua) tra noi e il tizio cioccato da Roberto e la tizia cioccata da Giulio. Tutto sommato però è durato poco. Gli abbiamo fatto la prepota e sono tornati più o meno tutti a miti consigli. Quindi ormai stanchi morti decidiamo di dare l'assalto al mulino, che, nel frattempo, scopriamo essere il covo degli occultisti nel villaggio. Gli stronzi però non si lasciano cogliere impreparati e riescono a lanciare un paio di incantesimi prima di rifugiarsi nella cantina del mulino. Uno di questi incantesimi mi colpisce in pieno, facendomi esibire in uno spettacolo poco edificante. Quando l'effetto passa, io torno indietro che un po' mi girano e trovo gli altri nel mulino che stanno decidendo il da farsi, mentre i cultisti sono asserragliati sotto. Siccome mi giravano ho proposto la mia soluzione, la mia e di John Wayne in Un Dollaro D'Onore. Diamo fuoco a tutto e aspettiamo, balestre e archi in mano, che escano urlanti per il tiro al piccione. L'idea è piaciuta un po' a tutti e così l'abbiamo fatto, nonostante le vibranti e sensate proteste del nostro saggio druido. Se vi dovesse capitare, non date mai fuoco ad un mulino. Nel volgere di pochi istanti la scena si è trasformata in un film di Michael Bay prodotto da Jerry Bruckheimer. È esplosa la qualunque, alla faccia di Van Helsing. Ovviamente i cultisti sono morti tutti, e anche il mugnaio (in combutta coi cultisti) è morto e a pensarci bene, per un po' non avrebbero avuto pane in città. Avremmo dovuto dare ascolto al nostro gnomo druido che ancora una volta s'era dimostrato il più saggio del gruppo. Però vuoi mettere, che cazzo di spettacolo!

lunedì 17 maggio 2010

HARD BOILED #10

Quella stanza era squallida. Pochi mobili, pochi oggetti. Quella stanza era l'immagine speculare della sua vita. La stanza di un albergo a ore. Era l'idea, prolungata nel tempo, di un cesso. Ci entri, ci fai i tuoi bisogni e poi esci. Certi giorni questa era esattamente la sensazione che provava guardandosi indietro. La sua vita non gli pareva tanto differente da una stanza così. Per la ragazza era diverso. Lei era pienamente cosciente del fatto che la sua vita fosse un cesso, quindi non ci provava neanche a guardarsi indietro. Era inutile fare la conta degli stronzi che aveva dovuto cavare fuori da quel cesso. Ne avrebbe comunque dovuto aggiungere uno. Uno morto per la precisione. Sono queste le circostanze che ti portano a stabilirti in una camera così. È per cose così che la tua vita diventa un cesso.
Lo sceriffo provò ad immaginare di fare il suo lavoro, mentre la ragazza continuava a parlare.
Non era male la ragazza, ma le mancava qualcosa, o forse aveva qualcosa di troppo. Avrebbe potuto innamorarsi di lei, ma lo sapeva che sarebbe stato inutile. Lei era esattamente come lui. Dietro la brillantezza dei suoi occhi la luce era spenta.
Le donne di cui ti puoi innamorare nella vita sono veramente poche. Tutte le altre sono solo giugulari da vampirizzare. Gli scappò un sorriso. La ragazza continuava a parlare. Lui stava ripensando alle sue relazioni, alle "altre" relazioni e si immaginò lì vestito di tutto punto, con cappello e stivali ma con un mantello alla Christopher Lee. Chino sul collo di Mary Beth, di Liz, di Rita, di Jane, due volte sul collo di Jane, a vampirizzarle tutte per non ottenere nulla di quello che desiderava veramente, solo un po' di calore momentaneo. Lei probabilmente ha fatto altrettanto con gli uomini che si sono presentati alla sua porta. Adesso erano lì, due vampiri chiusi in una stanza.
Faceva caldo, ma non abbastanza. Fuori le giornate si stavano allungando, ma quella per fortuna stava finendo. Ancora per qualche tempo la ragazza sarebbe stata un suo problema, poi sarebbe diventata un problema degli Stati Uniti d'America. Viva i federali. Peccato che di solito si presentano quando qualcun altro ha già cavato le castagne dal fuoco per loro. Se continuava così, nel giro di qualche giorno non ci sarebbe stato più bisogno di un processo. Oppure sarebbero entrambi morti e non ci sarebbe stato più un processo comunque.
Estrasse la pistola per controllarla. La prima volta che l'aveva fatto, lei aveva avuto un sussulto. Questa volta non smise neanche di parlare. Come i soldati al fronte. Dopo un po' ci si abitua.

mercoledì 12 maggio 2010

House of Mystery pt2


Qualche altra matita tratta da House of Mystery.

Some other pencils from House of Mystery

lunedì 10 maggio 2010

HARD BOILED #9

Alla fine si presentò. In un modo o nell'altro dovette convenire del fatto che poche feste riuscivano come quelle di Stag. Sapeva bene cosa avrebbe comportato la sua presenza in quel posto. È una vita che andava avanti così. L'ospite inatteso o, più spesso, indesiderato. In realtà queste definizioni se l'era affibbiate da solo, per via dei sensi di colpa. Provava a trattarli come una malattia i sensi di colpa. Gli dava definizioni, faceva diagnosi, però non aveva mai sviluppato una ricerca vera e propria e di conseguenza non aveva trovato nessuna cura. L'idea di trattare i sensi di colpa come una ricerca da laboratorio, in modo asettico, non era male, ma in certi ambiti gli investitori scarseggiano e, quando accade, la ricerca inizia a languire. È così che saltano fuori pensieri come quelli, in momenti in cui invece bisogna rimanere concentrati e non lasciarsi prendere dai sensi di colpa. Rovinare la festa di Stag era giusto, era il suo dovere e non c'era bisogno di sentirsi in colpa. Come Marshall in realtà ne aveva rovinate abbastanza di feste, ma questa gli dava un gusto particolare, perché le feste di Stag erano rinomate ed essere l'ospite indesiderato di un tale carosello lo faceva sentire come uno che aveva appena vinto un jackpot. La dissolutezza che pervadeva l'aria era un toccasana per la sua stima. In effetti come Marshall aveva esaurito crediti da un bel po', forse non ne aveva mai avuti di crediti. Però aveva notato che da un po' la gente ridacchiava in modo insistito quando, entrato nel locale di Stella, ordinava il suo solito caffè con uova strapazzate e torta di mele. All'inizio pensava che fosse per la torta, che magari trovavano ridicolo che lui mangiasse torta di mele con panna, magari era una roba da bifolchi. Quando smise di ordinare la torta senza ottenere un apprezzabile cambiamento nel comportamento, si fece coraggio e chiese direttamente a Stella che cosa fossero quelle risatine. Stella disse di non preoccuparsene e di continuare a mangiare la torta. Ormai quella torta aveva uno strano sapore, non gli piaceva più come prima. Prima, mangiare la torta di mele di Stella era una festa e visto che gli avevano rovinato la festa, adesso, lui avrebbe rovinato la festa di qualcun altro. In realtà la gente non sapeva quanto fosse fortunata ad avere un distintivo che si frapponesse tra lui e loro. Lo scudo funzionava ma al contrario. Quella stella da Marshall era in grado di contenere tutti i suoi più bassi istinti, li conteneva e li tratteneva. Anche se ovviamente da qualche parte dovevano uscire. Si potrebbe dire che a Stag gli aveva detto male, ma in realtà Stag aveva fatto e continuava a fare cose realmente deprecabili. Il giudizio morale qui non c'entrava più ormai e in realtà non c'è mai entrato. Il motivo per cui Stag avrebbe abbandonato questa valle di lacrime era uno e uno solo. Nessuno poteva rovinare il gusto della sua torta di mele, nessuno poteva rovinargli la sua festa.

venerdì 7 maggio 2010

AAAARGH!




Cazzo!
E chi resiste fino a fine giugno?
Se non lo avete riconosciuto anatema su di voi!


Can't wait to read it! My favourite artist!

mercoledì 5 maggio 2010

"Mamma Mamma, un drago blu... me lo compri?"


Questa suppergiù è stata la reazione di Ego (lo stronzet... il mago demoniaco di Roberto) quando un drago, discretamente grosso e blu, è apparso dinanzi a noi. Alle spalle invero, grazie Riccardo.
Ma partiamo con ordine. Lo scazzo ha regnato sovrano per gran parte della serata. In parte dovuto al fatto che Giacomo ha ripreso il posto che gli spettava tra le nostre fila salendo comunque di livello, in quanto mentre era in vacanza ha rischiato di diventare l'oggetto delle attenzioni di un greco dai modi spicci, in un vicolo malfamato di Atene. Ora, volevo dire, sono sicuro che sia stata un'esperienza traumatica ma anche di una certa rilevanza per la crescita morale e la formazione del fanciullo, ma non credo che ne sia venuto fuori con un D20. Allora come cazzo è che è salito di livello senza aver fatto nemmeno un tiro di dadi? (metto agli atti che io avevo votato contro)
Tra il master che, interpretando magistralmente Ràzzia, si perdeva a giocare a dadi con Ego (l'insopportabile stronzet... mago demoniaco di Roberto), Giacomo che latitava disegnando grossi greci in armatura per sublimare il trauma e il mio monaco che, come mi hanno fatto notare non dovrebbe parlare in un fastidioso romanesco stentato, faceva a gara di cavalli con i fratelli mezz'orchi, s'è fatto veramente tardi. Tipo che era mezzanotte e dieci e noi stavamo ancora a brigare su quanto cazzo costano le stanze nella locanda di Gulf o Bulf o Turd...
Sicché io da buon monaco ho girato i tacchi e me ne sono andato a dormire in una radura fuori Rufrf, mentre gli altri, così come mi hanno raccontato la mattina dopo, sono rimasti a dormire nella locanda perché s'erano capiti male sul prezzo. In realtà dormire una notte in locanda costava moooolto meno di un cavallo. Grazie Riccardo.


Rinvigoriti dal fatto che ormai s'era fatta l'una decidiamo di dare inizio a quella che fino a qualche attimo prima era solo una farsa. Dovevamo decidere se andare nella città abbandonata\infestata dalla quale tutti ci hanno detto di stare lontani oppure andare a visitare un maniero, anch'esso abbandonato e diroccato, ma di poco interesse. Vista l'ora tarda e considerando che Giulio stava iniziando a dare segni di insofferenza...
... decidiamo per il maniero. Che ci sarà mai nel maniero? un paio di coboldi? Un orco? Robetta, se li famio in un attimo così almeno abbiamo fatto qualcosa stasera e ce ne andiamo tutti a dormire soddisfatti, meno Giacomo che è ancora un po' scosso. 
Andiamo di gran lena al maniero con Ràzzia in preda al delirio. Vi troviamo un ranger, no, non Tex, un altro ranger, che non si è capito bene che cazzo ci stesse a fare lì e lo interroghiamo. A dire il vero lo interroga Ego. Avete capito chi è Ego? È lo stronzetto petulante del party. Non potete capire quanto è petulante. Di solito appena apre bocca il master tira un D20 per vedere se l'ha colpito. Insomma non cava fuori un cazzo di utile dal ranger, o forse si. Pare ci sia un drago nella zona, ma noi all'una e venti di notte abbiamo troppa sete di avventura e ce ne fottiamo bellamente. Entriamo nel maniero, facciamo due passi e un drago (per l'appunto), discretamente grosso e blu, ci atterra alle spalle. Ora quando un drago discretamente grosso e blu vi atterra alle spalle, voi, che fate? Ci parlate, ovvio. E come ci parlate? Ci parlate come parlerebbe un mago demoniaco interpretato da Roberto. Sapete cosa succede quando un mago-demoniaco\ stronzetto-petulante interpretato da Roberto parla con un drago discretamente grosso e blu? Succede che al master ormai stanco, gli girano le palle , fa un tiro di dado e toglie  3PF al suddetto stronzetto e 6PF ad un mezz'orco non troppo sveglio che rimane sull'uscio per vedere che cos'è quello strano bagliore che proviene dalla direzione del drago. 
E così è finita, due mezz'orchi, un monaco, un mago demoniaco, un halfling (lo vedete qui sotto insieme al mezz'orco di Emiliano) e un coboldo, assediati in una stanza  di un maniero diroccato, da un drago discretamente grosso e blu che preferisce menare la coda piuttosto che disquisire davanti a un té e a dei buoni pasticcini al burro canterino della regione di Margonia... to be continued



lunedì 3 maggio 2010

Studi emotivi

Più che altro dopo un po' ci si rende conto che l'istinto è controllo, più controlli e più riesci ad essere istintivo.

After a while you realize that instinct is control, you can be more instinctive with more control. This is what I'm looking for.