venerdì 26 febbraio 2010
Kick-Ass
Io vo a Mantova e vi lascio con questa delizia. Non vedo l'ora di vederlo.
Saranno calci in culo per Wanted.
lunedì 22 febbraio 2010
Messaggio alla Nazione 02
Quanto dobbiamo affollare di cose la nostra vita perché si possa pensare di averne una piena? Quanto bisogno c'è di mostrare e dimostrare qualcosa agli altri per avere il riflesso di se stessi da poter guardare? Narcisismo intellettuale. Speranza di essere riconosciuto come qualcosa di utile. Di riconoscere in qualcun altro qualcosa di utile a se stessi, di dimostrare di non essere l'unico, per potersi dire di avere ragione. Conferme. E si ritorna al narcisismo di fondo che pervade tutti. Quando pensi di aver fatto un buon lavoro, quando pensi che ciò che hai da dire sia interessante. Quello che sto facendo io in questo momento. Non siamo capaci di avere bisogno di una persona o di una cosa per il puro e semplice bisogno. Non siamo capaci di ammettere quel bisogno primitivo che ci ha aggregati e reso stanziali. Piuttosto che ammettere con noi stessi che il bisogno che ci logora è dovuto ad una nostra incompletezza siamo disposti a cedere alla vanità della nostra natura. Essere consapevoli dei propri bisogni è essere consapevoli della propria incompletezza. Una volta accettato questo, non ci sono Dio, Buddah o Allah che tengano.
giovedì 18 febbraio 2010
Mantova Comics
Anche quest'anno, Mantova Comics! Ci sarò anche io, sarò ospite (un grazie doveroso a Sara e agli altri organizzatori), si faranno disegni e si farà anche un'asta di beneficenza in favore di Emergency. Gli oggetti messi all'asta saranno quattro disegni. Uno mio (lo vedete qui su anche nello splendore della quadricromia, non ho saputo resistere!). Uno di Marco Checchetto, uno di Riccardo Burchielli, uno di Alessandro Vitti. Tutti i disegni hanno lo stesso tema, Nuvolari, la mascotte della fiera di Mantova, quello che sta sulle locandine ogni anno insomma. Se andate qui, potrete vedere anche gli altri lavori. Qui altri non è che il sito di XL dove è in corso un sondaggio sui quattro disegni. Ovviamente non si vince niente, it's just for fun.
lunedì 15 febbraio 2010
and the winner is...
Inoltre vorrei dedicare questo premio a mia madre che ha sempre creduto in me e a mia moglie che mi è sempre stata vicina nei momenti più duri. Grazie, vi amo! (applausi)
Infine ringrazio Dio per avermi concesso tutto questo! (applausi)
Beh, che c'è. Stavo provando ad immaginarmi un lunedì diverso.
giovedì 11 febbraio 2010
Kyashanate 03
Delicato come lo sbuffo di nebbiolina rossa a più di quattrocento metri di distanza, visto attraverso il mirino di un fucile di precisione.
Certe mattine hai bisogno di un ricostituente.
Certe mattine hai bisogno di un ricostituente.
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werther Dell'Edera
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Kyashan
domenica 7 febbraio 2010
Messaggio alla Nazione 01
Bisogna assorbire ogni colpo, mostrare la delicatezza delle cose, escogitare vie traverse nelle quali convogliare il sentire. Girare e poi fermarsi e immortalare il momento. Bisogna rendersi conto della fragilità della realtà intesa come vita e morte. Di quanto nulla sia perfetto e tutto sia assolutamente bello. Bisogna che ogni segno sia importante e casuale, che non abbia alcun valore se non il valore assoluto dell'esistenza stessa e una volta ottenuto, bisogna buttarlo. Ché ciò che ci lega a questo mondo è anche ciò che ci tradisce quando vogliamo costruire qualcosa, perché ciò che vogliamo costruire è solo un'altra immagine di noi stessi che ci conforti nel periglio della vita. Non esiste nessun conforto nelle cose, se non il valore che diamo loro e quel valore non sarà mai uguale alla perfezione della sicurezza. Non esiste sicurezza più grande della paura.
sabato 6 febbraio 2010
Blood's a rover
La narrazione di Ellroy è tornata dura, impietosa, essenziale. Ellroy mi esalta come pochi. Con American Tabloid ha inaugurato un nuovo arco narrativo (dopo la quadrilogia della Los Angeles di fine anni 40 inizio 50) che in realtà temporalmente parte proprio dalla fine della quadrilogia. Mette nel vetrino il periodo Kennedy, fino a Martin Luther King (Sei Pezzi da Mille) passando per Hoffa e il Vietnam e inizia a registrare tutto al microscopio. La CIA, la Mafia, Hoover, Cuba. È tutto lì! Non scappa via niente. Un impietoso squarcio dei bei tempi che furono. Quelli a cui ripensi con malinconia. Con Ellroy non esiste "si stava meglio quando si stava peggio". Quando si sta peggio, si sta peggio. Ora come allora. Una roba che non puoi fare a meno di leggere tutta d'un fiato. Una prosa asciutta (come suo solito) ed efficace in American Tabloid, che diventa contratta e nervosa in Sei Pezzi da Mille. Sintetica oltre il sintetico, adrenalinica oltre ogni limite. Sembra il racconto di uno strafatto di anfetamine. Periodi brevissimi. Immagini ultra schizzate, dialoghi fulminanti. Inutile dire che l'ho adorato. Era come leggere la sequenza in cui Hopkins entra in un bar e gli sparano addosso (Le strade dell'innocenza) estesa però per 786 pagine. In Il Sangue è Randagio, Ellroy, torna ad una prosa più misurata, sempre asciutta, sempre potente, ma con periodi più lunghi, un po' più lunghi. Torna Wayne Tedrow dalle pagine di Sei Pezzi da Mille e si aggiungono due nuovi personaggi. È strano come nonostante gli ingredienti dei libri di Ellroy (a livello di struttura narrativa) siano più o meno sempre gli stessi, il risultato finale non venga mai a noia. I libri di Ellroy sono come le trattorie di fiducia. Appena trovi quella che ti fa le polpette esattamente come le vuoi tu, ci ritorni. E frega cazzi se mangi sempre la stessa cosa, perché è esattamente quello di cui avevi bisogno.
P.S.
Un grazie particolarmente sentito a Mauruzz che me lo ha regalato. Sappi che, a prescindere da come è andata a finire, una volta a casa, con il libro aperto davanti, un sorriso da un orecchio all'altro mi si sarebbe stampato in faccia comunque!
Denghiu!
mercoledì 3 febbraio 2010
lunedì 1 febbraio 2010
G.I.JOE (sample)!
Queste sono le tavole di prova. Devo dire che ho passato intere notti a scervellarmi per decidere quale personaggio utilizzare e cosa fargli fare in queste tavole. Mi dicevo "Chi mai posso usare?", guardando verso l'alto e aspettando l'illuminazione. Poi l'ho avuta e ho scelto di sicuro il personaggio meno usato, meno figo e meno rappresentativo dei JOE. Devo dire che hanno apprezzato la mia scelta (di classe) e così poco sputtanata.
Ora che mi ricordo quando ho fatto delle tavole di prova da mandare alla Marvel, il soggetto era Wolverine. Mi piace stupire con delle scelte inaspettate!
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