mercoledì 28 ottobre 2009

Lucca...



Tra un paio di giorni vado su a Lucca. Come al solito ho deciso all'ultimo momento. Perché sono pigro, perché sono ansioso, perché "ma alla fine che cazzo ci vado a fare?", insomma le solite cose. Al solito ci sarà tanta gente e io me ne tornerò con la solita sensazione di non essere riuscito a stare con nessuno, o quantomeno di aver disatteso le aspettative di qualcuno. La verità è che non sono un animale sociale, col tempo ho imparato ad essere socievole, ma nulla di più. Tutti a Lucca parlano con tutti, tutti si rallegrano di tutto, tutti si lamentano di tutto,  io ascolto, annuisco col capo, in alcuni casi (rari) faccio tesoro e poi tiro dritto e me ne torno a casa... ma sto divagando. Andando sul pratico, ci sono delle cose che mi lasciano perplesso. Una su tutte: ma perché cazzo sul sito di Lucca Comics non è possibile accreditarsi come autore per avere un pass? Qualunque autore che si presenti in fiera (in qualsiasi fiera), secondo me, non è altro che un valore aggiunto per la fiera stessa: allora perché fargli pagare l'abbonamento? Porco giuda! Persino i Cosplayers c'hanno delle riduzioni e sconti. Per Lucca Comics  un autore vale meno di un Cosplayer, è questa la verità. Bella fiera di "Fumetti" del cazzo! Dopo che fortunosamente e non senza smadonnamenti sei riuscito a trovare un posto dove dormire, ti tocca pietire in giro tra amici e colleghi e quant'altro per un pass. E' frustrante. Se non s'è capito, a me, tutto questo mi sta sul cazzo. Bah!


P.S.
Ovviamente il disegno no c'entra niente, per quello vale il discorso del post precedente.

lunedì 26 ottobre 2009

Che c'entra Kyashan?... niente, m'avanzava!



C'è poco da dire. E' lunedì, mi devo ancora svegliare e ho un carrettata di disegni di Kyashan da postare. Sarà lunga e dura per tutti.
Stavo pensando che Jack deve essere un nome che ispira fiducia agli americani. I protagonisti di due serie che mi piacciono si chiamano Jack. Jack Bauer ovviamente e Jack Reacher (protagonista dei romanzi di Lee Child). Sono fighi i romanzi di Child. Dei thrilleroni costruiti molto bene, che ti tirano dentro dalle prime battute e per tutto il libro non vedi l'ora di leggere\vedere Reacher in azione. E' il cavaliere della valle solitaria in salsa moderna. Tostissimo.
Un' altra cosa che mi viene in mente è che anche Go Nagai apprezza il nome Jack... certo lo apprezza nel solito modo malato e contorto dei giapponesi ma tutto sommato si può dire che Violence Jack è un buono...

mercoledì 21 ottobre 2009

Di cani e ruggine




Rusty Dogs c'è. L'artefice è Emiliano Longobardi, un sacco di noi sono gli esecutori. Io mi sono prestato perché la vita del killer non è poi così male. Devi trovare il luogo giusto, aspettare il momento giusto e fare le cose nel modo giusto, se riesci a fare queste tre cose nel giusto ordine ti ritroverai con un lavoro ben fatto. Il luogo giusto è stato trovato, il momento giusto pure. Adesso spero solo di aver fatto le cose nel modo giusto.
Ovviamente se il caro estinto era un vostro conoscente, non me ne vogliate. In fondo è lavoro. Che io mi diverta a farlo è relativo, non c'è nulla di personale, è solo noir.

mercoledì 14 ottobre 2009

Kyashan


Uno dei cartoni che ha traumatizzato la mia infanzia. Di una tristezza incredibile... però che cazzo di costume!

lunedì 12 ottobre 2009

giovedì 8 ottobre 2009

Ricetta calorica con grasse risate


Con questa ricetta si intende fornire a tutti la possibilità di ridere senza doversi sentire in colpa delle sventure altrui.
Per una buona riuscita è necessario avere a disposizione:
-un caso dal forte richiamo giornalistico, come il caso sul Lodo Alfano
-le dichiarazioni farneticanti di un premier
-alcuni titoli e articoli del Times
-risate grasse
-un giusto epilogo dei fatti raccolti fino ad ora

Prendete una pentola, sporcate il fondo con un filo d'olio e fate soffriggere tanta cipolla. La cipolla, si sa, aiuta la lacrimazione, quindi mentre vi adopererete per la realizzazione della ricetta avrete un aspetto affranto e gli occhi gonfi. Ciò è necessario perché non si abbia l'aspetto di chi sta godendo dentro già dalle prime battute della ricetta. Una volta dorata la cipolla, versate dentro tutto il caso sul Lodo Alfano fino alla sentenza di incostituzionalità. A questo punto aggiungete un bicchiere d'acqua e uno di vino, altrimenti rischia che si attacca tutto e vi diventa una poltiglia inutilizzabile. Quando il composto assume la forma cremosa di un passato di verdure aggiungete le dichiarazioni del Premier rilasciate subito dopo il fatto. All'inizio vi faranno una brutta impressione, perché all'occhio si presenterà come un grosso pappone costellato di stronzetti galleggianti sulla superficie... beh! Non fatevi abbattere! Se aggiungete una manciata di articoli del Times e un bel pugno pieno di risate grasse, vedrete che quelle piccole forme a guisa di stronzetti finalmente si scioglieranno. Di risate ne mettete quanto basta, considerate che servono a smorzare il retrogusto amaro delle dichiarazioni e degli articoli, però non si deve eccedere, altrimenti si perde il senso di quello che si sta preparando. A questo punto lasciate andare a fuoco molto lento.
Nel frattempo mettete un'altra pentola piena d'acqua sul fuoco. Quando l'acqua bolle  versate dentro il giusto epilogo. A seconda dei casi cambiano i tempi di cottura del giusto epilogo, quindi controllate di frequente, altrimenti rischia di scuocersi. Una volta cotto, scolate e minestrate.
Bon appetit!

Romics


Sabato sarò presente al Romics presso lo stand della Scuola Romana dei Fumetti. Presso il suddetto stand dovreste trovare in vendita anche un portfolio di vari autori tra cui il sottoscritto medesimo, con questa rielaborazione di un disegno che avevo postato qualche mese fa. Non so come sia venuta la stampa ma mi fido dei ragazzi della SRF che ringrazio a prescindere.

lunedì 5 ottobre 2009

domenica 4 ottobre 2009

Roma 03\10\2009



Ieri ho partecipato alla manifestazione che si è tenuta a Roma. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la sobrietà della folla presente in piazza. Sobrietà di gente interessata e preoccupata, che non era lì per urlare slogan triti e ritriti e fare blocco unico a prescindere, per contrapposizione. Era gente preoccupata per un problema. Un'altra cosa inaspettata per me, sono stati gli interventi degli oratori. Per la prima volta in una piazza non ho sentito arringhe di demagoghi, ma analisi pertinenti e in alcuni casi impietose sulla condizione della notizia in Italia. E bada bene ho detto della notizia e non di chi la notizia la fa, perché quella di ieri non è stata una manifestazione di categoria. Scoprire che il Presidente della Corte Costituzionale o il direttore di Famiglia Cristiana la pensino esattamente come me mi ha fatto impressione. Sapere che non sono l'unico stronzo che sbraita davanti ai telegiornali per il vergognoso uso che viene fatto del servizio giornalistico, mi ha ridato un briciolo di fiducia, perché a dirlo non è stato un qualche amico mio incontrato al bar dello sport, ma a dirlo è stata gente autorevole che ricopre un ruolo importante all'interno della nostra società. Il fatto che si sia puntato il dito non contro la libertà di parola, che a livello costituzionale (almeno per ora) non viene messa in discussione, ma piuttosto contro l'intimidazione con denunce dai risarcimenti miliardari perpetrate da chi non solo detiene il potere politico ma anche quello economico, è una cosa estremamente importante, perché per una volta almeno, non ci si è nascosti dietro un dito, ma soprattutto si è data l'impressione di aver ben chiaro quale fosse il problema. E il problema è ben sottile e insidioso, perché il problema è il ricatto, al quale nessuno per ora riesce a sottrarsi. Nel poker uno dei modi che hai per vincere è bluffare, ma c'è solo un modo per bluffare e non è la faccia di bronzo, sono i soldi. Più soldi hai e più sarai in grado di buttare fuori il tuo avversario che, se è economicamente meno forte di te, si deve prendere un rischio maggiore per poter vedere il tuo gioco.
Detto questo, una volta tornato a casa ho acceso la tv, ho messo su rai due ho visto il telegiornale e mi sono cascate le palle per come i colleghi delle persone presenti in piazza abbiano ancora una volta fatto esattamente quello che fino a poche ore prima era stato definito come il modo sbagliato di porsi nei confronti dell'informazione, trasformando una manifestazione interessante e dai toni tutto sommato sobri, in un baraccone di politici (che per inciso non erano presenti sul palco) che, con un microfono privo di identità davanti, sciorinavano le loro lezioncine mandate a memoria a beneficio del pubblico stupido e grasso.
Suppongo che sia degradante per la categoria dei giornalisti essere ridotti al ruolo di asta per il microfono, però come al solito se fare l'asta da microfono porta soldi a fine mese allora va bene anche quello, ma almeno che abbiano la dignità di definirsi per ciò che sono... aste da microfono.

P.S.
Il direttore del TG1 mi sembra senza alcuna ombra di dubbio una persona priva di morale.