giovedì 28 maggio 2009

mercoledì 27 maggio 2009

L'ultima storia di Mister No


Con lo speciale numero 20 ora in edicola si conclude la lunga carriera di Mister No. Non lo sapevo, l'ho scoperto leggendo l'editoriale del volume e devo dire che ci sono rimasto male (si lo so che la serie aveva già chiuso i battenti, ma almeno la speranza di vederlo una volta l'anno era già qualcosa)... ma la cosa comunque mi offre uno spunto di riflessione. Ossia quanto sono strani certi meccanismi che si instaurano in Bonelli. Premetto che secondo me Jerry Drake è un personaggio meraviglioso, romantico e avventuroso come pochi. Non vorrei fare paragoni azzardati ma per certi versi lo apprezzo anche più di un Corto Maltese, perché ad un certo immobilismo e fatalismo dinanzi agli eventi proprio del personaggio Prattiano, Mister No ha sempre contrapposto un atteggiamento costruttivo, da uomo d'azione. Questo suo carattere, insieme all'ambientazione esotica offrono lo spunto per mille avventure con la "A" maiuscola. Di quelle che non hanno bisogno di altro che di una storia solida e poi il resto viene da se.
Però le buone storie evidentemente sono difficili da scrivere e le difficoltà aumentano quando alcuni sceneggiatori arrivati ad un certo punto diventano più realisti del re...
Questo purtroppo mi sembra un atteggiamento diffuso in Bonelli. Io capisco che bisogna rispettare certe regole, ma quello che non capisco è perché alcuni sceneggiatori e curatori di serie sentano la necessità di far diventare queste regole dei dogmi imprescindibili soffocando il proprio lavoro e il lavoro altrui, costringendolo a tal punto da non riuscire a fare nulla di diverso per pagine e pagine, a diventare noiosi e didascalici. Le regole dovrebbero esserci solo per aiutare e, perché no, per essere infrante di tanto in tanto. Se si prova a rileggere i vecchi numeri di Mister No (ma anche di Tex o Dylan Dog tanto per citarne due dei più longevi e famosi) tutto questo non c'era. Le storie erano libere da vincoli, c'erano solo i personaggi e tutto quello che poteva venire in mente agli autori per raccontarli al meglio, oggi invece sembra che il meglio che si possa fare per questi personaggi sia la reiterazione e secondo me non c'è niente di più sbagliato e ammorbante. Quindi alla fine non mi meraviglia più di tanto che un personaggio splendido come Mister No chiuda definitivamente i battenti, però mi fa incazzare. Non sta chiudendo perché non ha più nulla da dire il personaggio, e forse non sta chiudendo neanche perché non hanno più nulla da dire gli sceneggiatori su questo personaggio, forse sta chiudendo perché questi paletti sempre più angusti sono riusciti ad ammazzare uno spirito indomito come quello di Jerry Drake e mi chiedo quanto tempo ci vorrà perché ammazzino definitivamente anche Tex.
E' angosciante scoprire quanto fossero belle le storie di Gianluigi Bonelli e Guido Nolitta, con tutte le loro pecche (dovute principalmente ad un tipo di narrazione che ormai appartiene ad altri tempi), e vedere quanto si siano allontanati tutti da quella spontaneità con il passare degli anni.

lunedì 25 maggio 2009

Salomè


"J'ai baisé ta bouche, Iokanaan, J'ai baisé ta bouche."

Oscar Wilde - Salomè

venerdì 22 maggio 2009

Consapevolezze

" Presto fu tardi nella mia vita."

Marguerite Duras - L'Amante

mercoledì 20 maggio 2009

...Ma cosa è quella cosa?


Questo è un disegno evidentemente sbagliato...
Le persone a cui l'ho fatto vedere hanno avuto tutte più o meno la stessa reazione:
"Bello! Potente!... Ma è impressionante... cos'è quella cosa che le esce dalla patonza?!?!?"

Beh io lo so cos'è e adesso anche loro, ma con Skiribilla si è pensato di fare un quiz a premi senza premi :D
"Indovina cosa le esce dalla patonza"

Voglio proprio vedere cosa ne viene fuori (non dalla patonza...ma anche si), no perchè per me è chiarissmo e pensare che qualcuno ci veda qualcos'altro è un trip allucinante :D

sabato 16 maggio 2009

Hiroshige


Oggi finalmente sono andato alla mostra di Hiroshige al Museo del Corso a Roma, che me ne stavo morendo di vederla... Meravigliosa!
Allestita in maniera molto curata (nello stesso museo avevo visto la mostra sugli Aztechi ed era curata molto bene anche quella) la mostra è divisa in quattro stazioni: Il mondo della natura, Cartoline dalle province, La via per Kyoto, Nel cuore di Tokyo. Duecento pezzi, duecento stampe originali del 1800... sulle prime il fatto che fossero stampe mi aveva lasciato un attimo perplesso... poi in una piccola saletta ti fanno vedere un filmato che descrive il processo creativo di una stampa giapponese... sono rimasto a bocca aperta... la matrice del disegno viene intagliata a mano su una tavola di ciliegio... una volta impresso il disegno originale sulla tavola, l'artigiano\artista inizia ad intagliare il legno facendo in modo che ogni linea del disegno originale, ogni singolo trattino, emerga come un bassorilievo... una serie di azioni ipnotiche e affascinanti, dei gesti perfetti, una meticolosità aliena...
E poi l'aggiunta del colore... ha tutto dell'incredibile, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un processo che è un prodromo dell'idea di processo di riproduzione industriale, e che alla fine di industriale ha veramente poco...
A parte questo, l'arte di Hiroshige è profonda e complessa. Utilizza l'idea di prospettiva, appresa dalla pittura occidentale, per portare il concetto di composizione ad un livello di bellezza assoluta. Tramite la composizione è capace non solo di mostrare in modo insolito paesaggi cittadini e naturali, ma soprattutto è capace di raccontare l'emozione e il sentimento che pervade l'opera, ogni opera. Ogni opera è una rappresentazione unica non solo per la veduta, ma anche per i sentimenti che esprime... tranquillità, irrequietezza, pace, curiosità...

La mostra è aperta fino al 7 giugno... se ce la fate, se vi capita, se vi interessa, andateci!
Altrimenti anche il catalogo non è male (preso anche quello, naturalmente!).

P.S.
Ci sono anche un paio di originali (china su carta) di disegni preparati per decorare dei ventagli.

mercoledì 13 maggio 2009

Non tutti i mali...


... fanno male. Che alla fine se uno riesce ad elaborare il lutto allora poi è capace di sopravvivere a tutto. Abbiamo un sacco di lutti da elaborare noi, la nostra società è in lutto continuo. Ogni giorno muore qualcuno. Il buon gusto, il giornalismo, la cultura, la politica, la televisione di qualità... Pare che a nessuno freghi più niente di niente, che tutto ci scivoli addosso, che siamo completamente anestetizzati e impermeabili a tutto quello che accade... non è vero! Non siamo anestetizzati e impermeabili, siamo asceti! Quel che accade non ci tocca perché stiamo imparando a controllare il dolore... come in quelle pratiche zen... che il dolore è tutta una questione mentale e più saremo capaci di controllare il dolore e più ci evolveremo e più ci evolveremo e più diventeremo simili alle blatte... e allora manco una guerra nucleare potrà ucciderci! E' tutto per il nostro bene!



Naturalmente toccherà combattere con le blatte vere per la supremazia, ma a quello penseremo poi...

lunedì 11 maggio 2009

sete!


Quando prende così di solito è un problema... poi tocca pulire...

giovedì 7 maggio 2009

I resti del primo maggio...

Il primo maggio lo abbiamo passato da Betta ed è stata una giornata splendida! Sono arrivato lì (insieme agli altri) con la speranza di passare una bella giornata e invece ho trascorso una splendida giornata! Era una di quelle situazioni strane in cui il rapporto tra persone che conosci e persone che non conosci è decisamente a tuo sfavore. Il che vuol dire che non sai cosa aspettarti. E di certo non mi aspettavo che tra una cosa e l'altra, dopo pranzo, potesse scattare il mega gavettone generale che degenera sempre nella guerra con i tubi per annaffiare. Non mi aspettavo di giocare alla tela del ragno e vincere. Non mi spettavo di giocare a ruba bandiera e prenderle di santa ragione. Non mi aspettavo neanche di sfasciare le stuoiette di Betta per simulare un combattimento di kendo con Roberto... scusa Betta!!!!
Non mi aspettavo di passare una giornata così intensa e divertente, in mezzo a gente rilassata e alla mano... quando certe cose non te le aspetti è allora che si trasformano in ricordi piacevoli!



Tra una cosa e l'altra ho avuto pure modo di provare la tavoletta grafica di Betta ** (il disegno l'ho fatto così)
E' veramente una figata... un foglio virtuale su cui ci puoi fare di tutto... milioni di possibilità... e puoi usarlo come faresti con un pezzo di carta e una penna.