
Riassunto della puntata precedente:
Credevo che Lucca fosse un paradiso, ma forse mi sbagliavo.
Sabato mattina apro gli occhi relativamente presto e c'è il sole! Una bella giornata! Gli auspici sono favorevoli, un gruppo di colombe si alza in volo verso est...gli Dei sono con me! Mi volto e guardo Flavia, sto pensando se sia il caso di leggere anche nelle sue viscere per una conferma, lei mi guarda come se avesse intuito e mi dice "non ci pensare neanche!" ... chissà che aveva capito! Dopo una ricca colazione (mi sono fatto portare i fondi del caffè dalla cucina...in mancanza delle viscere!) tutti felici e un po' in ritardo decidiamo di dirigerci in fiera. A questo punto ho la netta sensazione che quelle puttane di colombe avrebbero dovuto volare verso ovest e soprattutto che non sono in grado di leggere nei fondi di caffè (mi rimane ancora il dubbio delle viscere)! Davanti ai miei occhi attoniti si è aperto l'inferno! Un'orgia disumana di anime in pena (tra le quali la mia), spade di polistirolo fendono l'aria, una luce livida ammanta ogni cosa, il sole su nel cielo non è più vero della visione che mi si para davanti! Ci sono talmente tanti corpi ammassati nelle vie che i palazzi si deformano per lo spostamento d'aria che questa calca urlante produce. La parola collasso non rende giustizia allo spettacolo gargantuesco al quale ho assistito. In preda alla nevrosi più nera cerco un piccolo angolo, uno spazio di un metro quadro, dove riposare, ma demoni inferociti continuano a sospingermi e a spostarmi e a camminarmi sopra. I pochi amici rimasti li perdo in quella bolgia, di uno m'è rimasto il cappuccio di una penna, se non ritrovano i suoi resti dovrò portare quel cappuccio ai suoi familiari. Il Laos, la Cambogia, il Vietnam...ho iniziato a piangere come Rambo nella scena finale del primo film sulle spoglie di quel cappuccio di pennarello! Alla fine dell'incubo non mi rimane altro che un pugno di mosche in mano, nessuna certezza se non quella di avere vissuto l'esperienza più insensata della mia vita. Mentre ci allontaniamo do uno sguardo ai resti brucianti della città dallo specchietto retrovisore e mi auguro che l'orrore non mi segua.
Flavia è ancora viva, almeno lei sono riuscita a riportarmela indietro. Degli altri non ho notizia.
Missing in action.