sabato 28 giugno 2008

" La notte non aspetta" ... ma io si!


E ho aspettato lo giuro! Ho aspettato quando ho saputo dell'uscita del film. Ho aspettato perché a me James Ellroy piace veramente tanto. Ho letto tutti i suoi libri e continuo a ritenerlo un grande scrittore di noir. Ho aspettato perché avevo visto Dark Blue e all'uscita ho pensato "che cagata" e magari stavolta ha imparato dai suoi errori. Ho aspettato perché il regista è lo stesso di Training Day che tutto sommato a me è piaciuto, il primo episodio di The Shield deve molto a quel film.
Infine ho aspettato che facesse sera per andare al cinema e ho aspettato ancora che finisse il film.
Non sono incazzato perché il film è brutto, sono incazzato per la faccia tosta di Ellroy. Fosse un incompetente, uno che non sa scrivere e che ci prova a tutti i costi, non mi farebbe neanche incazzare così. Ellroy è un ottimo scrittore, L.A. Confidential l'hanno tratto da un suo romanzo (vabbè, diciamo che l'hanno ammischiata utilizzando tre suoi romanzi e dandogli il titolo di uno) ed è comunque un gran film, e allora? Qual'è il problema? Il problema sono le marchette! Ellroy è il più grande marchettaro della storia dell'uomo. E' un marchettaro spudorato, di quelli da dieci dollari a botta. E' uno di quei marchettari che nei suoi romanzi finirebbe dentro un minuto si e l'altro pure perchè non è capace. Vuole disperatamente fare marchette per Hollywood ma non le sa fare. Cristo James un po di buon gusto! Spero ardentemente che quei quattro o cinque dialoghi agghiaccianti siano solo il frutto di un pessimo adattamento (nonché ridicolo doppiaggio)!
La notte non aspetta, fortuna sua, io invece sto ancora aspettando un suo nuovo romanzo.

lunedì 23 giugno 2008

Dimenticavo...




Finalmente è uscito lo speciale di X-Force: Ain't no dog. Si compone di una storia lunga di Huston-Palo ed una breve di Aaron-Dell'Edera-Fuso. Incredibile ma vero è il mio primo lavoro per la Marvel... ed è stato colorato una chiavica (si è scusato persino l'editor!?!?). Inoltre se possibile la stampa riesce anche a peggiorare il tutto. Ma comunque sti cazzi! Son contento così.
Ovviamente per ora lo si può trovare solo in ammeregano, chissà se gli amici della Panini lo pubblicheranno mai! 

martedì 17 giugno 2008

Indovina chi viene a cena?


Proprio così, nessuno lo invita, nessuno gli da l'indirizzo ma il Punitore alla fine ti trova.
Ha trovato anche me, ero al bagno, con le braghe calate, mi ha detto "Ricomponiti!", che detto da Frank Castle suona un po storto. Ho pensato strana parola detta da uno che di solito la gente la scompone... stavo ancora ridacchiando tra me per l'arguzia, quando un brivido di gelo mi ha percorso la schiena. Il Punitore era ancora lì e mi osservava, il piglio era a metà tra il disgusto e il disappunto. Gli faccio "Cosa?". Mentre una lacrima di sudore mi imperlava la fronte mi chiesi più e più volte se mi ero ingarellato nell'ultima letale sfida ai "Cosa?", stile Pulp Fiction. 
Lui mi riguarda e mi fa "Tirati su i calzoni...sei desiderato!" mettendo sulla prima frase una certa enfasi come a volermi far pesare il fatto che aveva dovuto usare parole semplici per farsi capire. Mentre mi "ricomponevo" la mente vagava da una parete all'altra della stanza troppo piccola effettivamente per contenere due persone in modo appropriato. Uscendo dal bagno vidi tutti i miei cari e gli amici ben disposti in fila nella stanza. erano tutti rivolti verso di me e mi facevano sorrisi di approvazione. Frank era alle mie spalle. é una brutta sensazione, ti sembra di avere un grosso toro alle spalle che ti segue e io non mi fido dei tori. "Potrei sapere dove..." non riuscii a finire la frase ovviamente. " Per di qua disse Frank" seguii il suo dito che era grosso quasi quanto il palmo della mia mano. quando arrivai ad individuare ciò che il dito puntava qualcosa alla sinistra del campo visivo attirò la mia attenzione. Distolsi lo sguardo e l'ultima cosa che vidi fu un treno merci guantato di nero che si abbatteva sulla mia faccia e poi Stan Lee.
"Ma che cazzo..." ero ancora a letto convalescente quando suonò il telefono, io risposi e dall'altra parte c'era Stan "the Man" Lee che cercava di dirmi che mi stava proponendo di disegnare un Annual del Punisher War Journal. " Si va bene ma porca puttana era proprio necessario che mi facessi picchiare da Frank insomma dico è una settimana che sto a letto e c'ho dei dolori alla capoccia che manco te li immagini e ho sputato tre dico tre denti porcaccio il cazzo e fa un male cane dappertutto e...." 
"INSOMMA!!! lo vuoi disegnare o no sto annual?"
"si Stan scusa Stan è che capisci fa male Stan e... ma non ti preoccupare Stan lo faccio stai sicuro Stan!" 
E' andata pressappoco così quando la Marvel mi ha chiesto di disegnare l'Annual del Punisher War Journal e io ho accettato.
  

venerdì 13 giugno 2008

Dr. Doom


Questo sketch l'ho fatto su richiesta Di Ivan Brandon (sceneggiatore americano).

Ivan -- this is for you my friend. Hope you like it! :) 


P.S.
Qui potete trovare la Gallery nella quale è presente anche il Doom di cui sopra insieme ad altri veramente fighi.

martedì 10 giugno 2008

Di KATANE e panzane


Quando si parla di Giappone a me la prima cosa che viene in mente sono i samurai, la seconda sono le tizie con le tette che fanno a gara con gli occhi a chi è più grande. Le tizie sono sempre un bel vedere ma anche i samurai non scherzano. La KATANA è l'arma perfetta ammesso che non ti trovi di fronte Indiana Jones, è la perfezione dell'oggetto alla quale deve seguire la perfezione del gesto. La perfezione del gesto si ottiene con la pratica e la pratica è alla base di ogni attività umana. Mangiare, dormire, scopare (soprattutto scopare), disegnare. Se poi si vogliono mischiare le cose la pratica diventa fondamentale perché senza pratica non si può fare un rutto e una scoreggia allo stesso tempo. In potenza il samurai è in grado di fare tutte queste cose e la cosa è quantomeno affascinante. Questa tensione alla perfezione che si esplica in una ferrea disciplina mi è sempre stata congeniale, sin da quando ho visto Ghost Dog. E' stato lì che ho capito che per seguire la via del bushi non c'è bisogno necessariamente di una KATANA e sopratutto non c'è bisogno di essere giapponese. Non so se avete presente Ghost Dog, Forest Whitaker nero e ciccio... Un'altra cosa che ho imparato è che la via del Samurai è la morte, qualunque cosa comporti!

mercoledì 4 giugno 2008

L'arma definitiva!



L'arma finale è una donna bellissima che mena come uno scaricatore di porto, spara come un cecchino e dice parolacce...

lunedì 2 giugno 2008

Shazam!


Capitan Marvel  (quello DC comics) non è mai stato tra i miei personaggi preferiti. Ai tempi della JLA international di Giffen e DeMatteis faceva un sacco ridere ma perché quelle due iene di scrittori l'hanno maltrattato come pochi prima di loro (in realtà era proprio la JLA che faceva veramente ridere, tutti i super eroi venivano presi per il culo nei modi più disparati). D'altra parte come prendere seriamente un super eroe che in realtà è un bambino nel corpo di un adulto? E allora giù scherzi da prete al povero Capitan Mavel (che per inciso è molto potente)! E' uno di quella miriade di personaggi DC che non capisco e che quindi non mi attraggono anche per via dei costumi (in certi casi veramente improponibili). La settimana  scorsa però è uscito Superman-Shazam Primo Tuono, un volumetto targato Planeta che raccoglie la mini di quattro numeri con protagonisti i due super tizi di cui sopra. Il volume l'ho preso fondamentalmente per i disegni di Joshua Middleton, un tizio che mi piace un sacco ( già alle prese con NYX di Quesada e alcune cose qua e là, mi sa che non è molto veloce) ed è scritto da Judd Winick (che comunque per me è uno scrittore solido con dei guizzi divertenti, non un genio del fumetto, ma sicuramente quando leggi una sua storia non hai buttato via il tuo tempo). A onor del vero va detto che Middleton dopo il primo numero della mini o si è rotto il Kà oppure ha dovuto correre come un disperato, fatto sta che si avverte un crollo verticale del disegno che va dal secondo numero al quarto(comunque la prima parte a livello di disegno è splendida). Per cui potete capire il disappunto nel vedere la qualità del disegno che calava vignetta dopo vignetta, finché ad un certo punto mi sono scoperto a continuare a leggere la storia per il gusto di leggere la storia (lo so è strano dato che si presume che i disegnatori guardino solo le figure) e alla fine mi ha sorpreso (devo dire mi ha sorpreso un po anche il lettering che ho trovato quantomeno spiazzante in alcuni balloon). La storia è veramente bella, molto semplice ma estremamente centrata, il punto fondamentale della storia (il rapporto tra Superman e Capitan Marvel) è trattato con molta maestria mettendo in evidenza degli aspetti dei personaggi che piuttosto che renderli umani li rende verosimili.
Quindi un applauso a Judd Winick... evvabbè!.. anche a Josh Middleton che per almeno ventiquattro pagine si è sbattuto.