mercoledì 28 maggio 2008

lunedì 26 maggio 2008

Cosa fare quando fa caldo.


Innanzi tutto non lavorare. Il lavoro fisico e mentale produce stress e lo stress fa sudare. Bere molta acqua. Spogliarsi dei capi di vestiario inutili. Fissare lo sguardo nel vuoto e cercare di abbassare la frequenza del battito cardiaco, se non riuscite ad abbassare la frequenza del battito cardiaco, limitatevi a fissare il nulla con aria di chi sta cercando di abbassare la frequenza del battito cardiaco, funziona uguale. Evitare ogni tipo di distrazione... Hey! Vi siete distratti. guardate qui, lasciate perdere la tipa lì su... no ecco, adesso aumenta la frequenza del battito cardiaco, e sì, adesso state sudando!
Quando fa caldo le donnine seminude non fanno bene.

sabato 24 maggio 2008

Chi di catena ferisce ... di S. Antonio perisce!!!!

Grazie Dr Crippa per avermi rigettato la catena addosso (complimenti! hai un gatto stupendo!). Allora, questa è la mia postazione di lavoro ... normalmente.

Dunque vediamo chi potrei nominare adesso? Beh, sicuramente Emiliano (io la sua postazione la conosco ma voi la dovete vedere, è un tesoro che va condiviso). Poi il buon Dr Fuso. Raul Cestaro. Andrea Gadaldi (così impari a correggermi il tuo nome!) e Fabrizio Lo Bianco. Cià!

giovedì 22 maggio 2008

Croce e delizia



L'intervento di Andrea Gadaldi, nel post precedente, mi ha fatto venire in mente l'argomento di questo post, parliamo di ... Assoluto ... no scherzo. Volevo parlare piuttosto della narrazione. Per il modo che ho di approcciarmi al disegno la narrazione è un aspetto fondamentale della tavola. Per molti magari non è così, perché magari sono supportati da un bel disegno, ma per me che il bel disegno non ce l'ho, diventa una cosa fondamentale. Leggendo fumetti, studiando fumetti, leggendo trattati sui fumetti o interviste fatte a maestri del fumetto, mi sono convinto (nel corso degli anni) che il fumetto, guarda un pò, è narrazione per immagini. E alla fine quello che fa di un fumetto un buon fumetto è la comprensione. Se uno disegna tavole superlative ma poi non si capisce un cazzo di quello che sta raccontando, a che è valso lo sforzo? Raccontare per immagini è la prerogativa fondamentale del disegnatore, il che non vuol dire disegnare belle immagini. Guarda caso quante volte le cose migliori vengono fuori quando uno fa degli schizzi o degli studi? Principalmente perché in uno studio uno sta raccontando una cosa limitata, che si esaurisce in quel momento. Una storia a fumetti richiede una attenzione particolare a come si raccontano le cose, le inquadrature devono avere un senso messe una di fila all'altra, i personaggi all'interno delle vignette devono muoversi in modo coerente con quanto lo sceneggiatore sta raccontando. parecchie volte mi sono ritrovato a buttare via vignette delle quali mi ero "innamorato" ma che alla fine non mi funzionavano nell'economia della tavola! Ovviamente tutto questo ha portato a spingere la ricerca non solo sul segno ma anche sulla narrazione, e quindi trovare nuovi modi per raccontare le cose, modi accattivanti, modi furbi, modi adeguati. Mi ha portato a prestare più attenzione alla recitazione dei personaggi, anche questo aiuta la narrazione. Alla fine credo di poter dire che quantomeno oggi una storia a fumetti che tutti possano comprendere sono in grado di disegnarla...
P.S.
le tavole di wolverine sopra sono le prove che avevo fatto per la Marvel qualche tempo fa e che mi sono valse il lavoro su Warpath... magari se le facevo meglio mi facevano disegnare gli X-Men :)

martedì 20 maggio 2008

Per lavorare sto lavorando!


In questi giorni sto lavorando su un progetto Vertigo del quale però non si può fare parola e non si possono postare immagini e allora che faccio? Qualcosa sul blog mi piacerebbe postarla, così a fine giornata (di solito) mi metto lì e faccio un disegno a posta. La cosa non mi disturba più di tanto, anzi mi da una buona scusa per disegnare e quindi continuare ad esercitarmi che non mi fa certo male e questo è ancora uno dei motivi per il quale il blog mi piace, mi aiuta a combattere la mia naturale pigrizia. Io per fare le cose ho bisogno di uno scopo, se non ho uno scopo mi perdo in miriadi di cazzate che possono andare dai video giochi, a internet, ai negozi di fumetti...Hem! Mi sto perdendo. quello che volevo dire è che oggi, finalmente, posso postare una tavola. E' tratta da una storia breve (6 tavole) che sto facendo per L'Eura (e meno male che c'è l'Eura!) e che verrà pubblicata su Lanciostory o Skorpio.

lunedì 19 maggio 2008

Quando si parla, si parla tanto...


Dato che qui si fanno chiacchiere iniziamo la settimana con altre chiacchiere, qui e qui due interviste che mi hanno fatto nei giorni scorsi e ora finalmente online.
Buona lettura.

Ringrazio Fabio Maglione di comicus e Francesco Roghi per le interviste.

giovedì 15 maggio 2008

Cose così!


A volte mi chiedo "per chi disegno?". Sicuramente lo faccio per me, perché ho bisogno di esprimere in qualche modo quello che ho dentro ma altrettanto spesso mi ritrovo a pensare di stare disegnando per ottenere l'approvazione degli altri. Questa cosa mi lascia sempre perplesso perché mi porta a riconsiderare le motivazioni per cui faccio certe scelte. Nel senso che quanto è importante che qualcuno mi dica bravo vedendo i miei disegni? Lo sperimentare nuove cose, il cercare di migliorare il prodotto finale, l'aprire un blog... in che misura influisce l'approvazione degli altri su questo tipo di scelte? Io non sono un egomaniaco ma naturalmente mi fa piacere ricevere complimenti. Non sono neanche un presuntuoso ma non posso negare che alla base del mio lavoro c'è una tensione abbastanza alta ( e sì, qui lo dico e qui lo nego, per me il fumetto in quanto disegno è arte e lo dimostrano numerosi disegnatori, da Pratt a Toth a Milazzo a Micheluzzi, solo per citare i primi che mi vengono in mente, che con il loro lavoro hanno o continuano a nobilitare il mezzo ). A volte mi sembra che sia solo quella tensione a spingermi a lavorare e provare cose nuove ma poi si intrufola sempre il pensiero "Ma da cosa deriva questa tensione? Sarà perché hai bisogno che gli altri riconoscano questo tuo impegno?" 
Bah! Che palle le seghe mentali!

P.S.
Comunque il blog l'ho aperto perché tutti ne hanno aperto uno e allora perché no?
Però adesso sono contento perché in qualche modo mi sprona e perché mi fa piacere condividere con altre persone certi aspetti del mio lavoro altrimenti solitario. :)

mercoledì 14 maggio 2008

Tentazioni!


Ieri ho comprato il volume che la Planeta ha pubblicato di Volunteer, disegnato dal buon vecchio Springer.
Il volume raccoglie i tre volumi francesi che compongono l'opera e la prima cosa che salta all'occhio è la incredibile differenza di stile di inchiostrazione che passa da un capitolo all'altro. In realtà in Francia la miniserie è uscita dilatata in diversi anni, anni in cui evidentemente Springer ha compiuto un suo percorso artistico di sintesi che io trovo particolarmente affascinante.
Tant'è che sfogliando il volume (ma lo leggerò pure) mi sono venute tante idee per approcciarmi al disegno e all'inchiostrazione in maniera diversa. Insomma continuare a sperimentare, trovare nuove formule per migliorare il prodotto finale.
Il disegno qui sopra l'ho fatto in quest'ottica, è solo un primo passo (oltre ad essere solo uno studio) e sopratutto la vera differenza probabilmente si noterà sulle pagine man mano che digerisco il tutto ma ,come al solito, chi si ferma è perduto!

martedì 13 maggio 2008

Sapevatelo!


Oggi il tempo è brutto ma stranamente mi sento frivolo ( sarà il picco dei giorni buoni dei maniaci depressivi!).
Come diceva Giorgio Gaber : "sulla strada della perdizione meglio un telequiz, che La Montagna Incantata di Thomas Mann!"

lunedì 12 maggio 2008

Non ci si crede!


Ieri sono riandato a vedere Speed Racer con la mia ragazza ed un amico... all'uscita uno ha fatto scena muta e l'altra mi ha detto "...no...ma è carino."
...SIGH!

sabato 10 maggio 2008

SPEED RACER!


Ieri sera ho visto Speed Racer... un CAPOLAVORO!
E' esaltante, iperbolico, visivamente spettacolare, i Wachoswski hanno dato vita ad un film assoluto sotto molti punti di vista.
Siamo entrati in sala con la paura di vedere un film magari appagante sotto l'aspetto visivo ma probabilmente povero sotto l'aspetto contenutistico (come la maggior parte dei film recenti) e ci siamo trovati di fronte a qualcosa di completamente spiazzante. A delle immagini sature e stracolme di dettagli si accompagnava una storia che inizia ad emozionarti da subito portandoti per mano in un mondo folle ma, incredibilmente, credibile. E i contenuti non si fermano ad una storia ben scritta. La fotografia, il montaggio, la narrazione... ogni cosa è perfetta. Una lezione di cinema.
Assolutamente consigliato! Anzi vi dico di più DOVETE andare a vederlo, rischiate di perdervi una pietra miliare del cinema di intrattenimento. 

venerdì 9 maggio 2008

Un giorno all'improvviso....


Capita a tutti che per quanto ti sbatti le cose sembrano non andare mai a posto. Ti senti intrappolato dalle stesse azioni che hai compiuto. Poi le cose iniziano a sembrare ancora più difficili, fai fatica a pensare in maniera lucida e lo sconforto ti assale.... finché un giorno... all'improvviso, qualcuno ti chiama e ti dice "Wè... non è una soluzione, però intanto te pò aiutà!"
E allora grazie a chi sa. 

mercoledì 7 maggio 2008

Ancora sulla forza letale!


Un altro fumetto che si sta occupando della questione dell'utilizzo della forza letale (pare che vada di gran moda in questo periodo in America) è Green Lantern. Se siete dei lettori del suddetto vi anticipo che spoilererò delle cose in quanto io lo leggo in americano e sono più avanti dell'edizione italiana, quindi se non volete rovinarvi delle cose smettete di leggere.

Innanzi tutto Green Lantern è una gran serie, a me è sempre piaciuto Hal Jordan e ultimamente (ma neanche tanto ultimamente) è in gran spolvero. Tutto merito di Geoff Johns che ha preso in mano la serie dalla rinascita del personaggio e la sta portando avanti con grande capacità. Una delle questioni che sta affrontando (e seriamente direi) dopo la fine della guerra contro le Sinestro Corps è proprio quella dell'utilizzo della forza letale e lo sta facendo in modo intelligente. Durante la guerra i Guardiani di OA vista la mala parata del Corpo delle Lanterne di fronte al soverchiante e spietato numero dei nemici decide di riscrivere le famose leggi sul librone di OA e la prima legge è " si autorizza l'uso della forza letale contro le Sinestro Corps". Naturalmente ciò porterà a tutta una serie di conseguenze che non sto qui a raccontare. La cosa più interessante è la reazione dei membri del Corpo delle Lanterne e di Hal Jordan. Le Lanterne sono un corpo di polizia intergalattico ed uno dei principi fondamentali del corpo era preservare la vita, tanto che appunto gli anelli dai quali deriva il potere delle Lanterne non solo non potevano essere usati per uccidere avversari ma neanche per commettere suicidio (un po come le leggi della robotica di Asimov). Alla luce dei nuovi fatti, col passare dei numeri, si inizia a mettere in discussione il ruolo dell'eroe, visto e considerato che l'eroe può essere ucciso ma non uccide. Il tutto ha un approccio molto interessante perché più che sull'aspetto morale dell'uccidere la questione viene posta sul piano etico. Come dovrebbe essere tra l'altro, considerato che si sta parlando di una forza di polizia e non di un singolo individuo che commette un atto deplorevole. Sembra strano ma secondo me questa distinzione è doverosa. Le truppe Americane (ma anche le nostre) impegnate all'estero hanno un dovere etico e non morale al quale rispondere, ed è l'etica del corpo al quale appartengono. Anche perché in guerra non c'è nessuna questione morale, è semplicemente immorale, necessaria o meno.      

martedì 6 maggio 2008

Warpath!


Ho finito da un paio di giorni le matite delle dieci tavole per la Marvel. La storia di Warpath è di Jason Aaron, le chine di Antonio Fuso. E fin qui la premessa. 
Nel disegnare la storia mi sono divertito parecchio. Lo script era buono, essenziale, divertente, con momenti d'azione e di riflessione nonostante le sole dieci pagine. Il personaggio è divertente da disegnare, fondamentalmente è un figo grosso, capelli lunghi, un coltellaccio per mano e ultraviolento.
Ovviamente mi sono preso la briga di leggere i due numeri appena usciti di X-Force e anche lì poco da dire. Di certo non stiamo parlando di un capolavoro del fumetto ma è comunque divertente. Però, e c'è un però, una cosa mi ha fatto sorridere e in qualche modo si ricollega al discorso di Capitan America un paio di post indietro. Mi fa sorridere la necessità che al momento sentono gli americani di ottenere una soluzione radicale ai problemi. E così il buon vecchio Scott Summer (non credo di spoilerarvi niente dato che si vede nelle prime pagine del primo numero) va da zio Wolvie e gli dice: "c'è del lavoro sporco da fare... ma veramente sporco... tanto sporco che io non lo posso fare. Sai com'è... gli X-men... noi non ammazziamo... quindi... fallo tu! E magari ti fai aiutare da tizio e caio, anzi caio ci sta già lavorando su.". E' questa sorta di ipocrisia che mi lascia perplesso perché finché si parla di ipocrisia dei buoni sentimenti uno ci può ancora stare se si pensa ad una forma in qualche modo pedagogica che i fumetti possono avere, ma essere ipocriti sui cattivi pensieri mi sembra il massimo.
Chissà se questa ipocrisia verrà esaminata nel corso della serie.  

P.S.
Tenete d'occhio questo blog se volete sapere come  sono le chine

Di catene ne è pieno il mondo



Il Dave mi ha gentilmente offerto di partecipare a questa catena di S.Antonio che si compone così:
1- indicare  il Blog che vi ha nominato e linkarlo
2-inserire le regole di svolgimento
3-scrivere sei cose che vi piace fare
4-nominare altre sei persone che proseguano la catena
5-lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti

Le cose che mi piace fare
1-comprare fumetti
2-leggere fumetti
3-parlare di fumetti
4-comprare film
5-guardare film
6-parlare di film
Messa così sembro una gran rottura di coglioni però sono anche bravissimo ad ascoltare.

I fortunati prescelti saranno:
Alex Crippa, Antonio Fuso, Emiliano Longobardi, Massimo Carnevale, Keison, Paolo Raffaelli

domenica 4 maggio 2008

Tanto Cap non è morto...!


Cap è un'icona.
Dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri ha passato tanti di quei periodi burrascosi della nostra storia che per forza di cose lo è diventata.
La seconda guerra mondiale, gli scontri razziali, il sessantotto, la guerra fredda, Beirut, Reagan, Bush padre, l'Africa, il Kosovo, le torri gemelle, Bush figlio...l'America non ha avuto un attimo di pace dal quaranta ad oggi e tutto ciò è passato anche per i fumetti. La Casa delle idee a differenza della Dc faceva muovere i suoi personaggi per le strade che i loro autori conoscevano più che bene, le città non sono allegorie, sono proprio quelle città in cui milioni di americani vivono e con queste premesse è ovvio che quei personaggi di carta prima o poi avrebbero dovuto scontrarsi con i disagi ( e chiamiamoli disagi ) quotidiani e non solo con altri supertizi in clazamaglia. Così ogni autore si è cimentato con questo o quel personaggio su questo o su quell'altro scottante tema di attualità, dando la propria interpretazione ( morale ). Con gli altri personaggi il gioco (quello di contestualizzare le storie e dare un proprio giudizio) è più facile perché presentano delle ambiguità, dei lati oscuri con i quali giocare, con Cap no. Cap è l'ultima cosa buona che è rimasta agli Stati Uniti dopo la guerra. Cap non è ambiguo, non è patriottico in senso stretto, la sua bandiera ha dei colori che si riferiscono ad ideali e non a cose o persone. Cap sa sempre qual'è la cosa giusta e non uccide, è un esempio. 
O almeno così è stato trattato dalla seconda guerra mondiale in poi. Di conseguenza ogni autore ci ha messo del suo per rendere sempre più ideale la figura di Cap che a questo punto raccoglie in se il meglio di generazioni di scrittori di fumetti. E' per questo che Cap è un'icona, ed è per questo che Brubaker lo ha ucciso, perchè al momento Cap non può fare più niente, la sua battaglia è persa, o quantomeno lui è impossibilitato a combatterla. Perchè questi sono tempi bui, tempi in cui per fare le cose ci si deve sporcare le mani per cui meglio un soldato d'inverno per questi lavori. Lasciamo riposare l'eroe. Però io credo che in tempi bui la risposta non sia un qualcosa di più oscuro, credo che debba essere un illuminato la risposta. Un ideale.
Credo che in tempi bui ci sia il bisogno di fare la cosa giusta e che la cosa giusta sia giusta per tutti.

giovedì 1 maggio 2008

La natura oscura dei Vendicatori


Un disegno che ho fatto per l'amico Olivier.
Ovviamente il Cap qui rappresentato non è Steve Rogers.